L’assegno unico universale rappresenta una misura statale di sostegno economico mensile destinata alle famiglie con figli a carico, il cui importo è modulato in base alla condizione reddituale familiare e al numero dei figli.
Tale beneficio, concepito per alleviare le difficoltà economiche connesse alla crescita dei minori, è riconosciuto a prescindere dalla situazione familiare, estendendosi ai figli minorenni e ai maggiorenni fino al compimento del ventunesimo anno.
Tuttavia, nei casi di genitori separati o divorziati, soprattutto quando sussiste un affidamento condiviso, sorgono questioni interpretative sulla titolarità del diritto a percepire l’intero assegno.
La recente giurisprudenza, con l’ordinanza n. 4672/2025 della Corte di Cassazione, ha stabilito che il genitore collocatario, ossia quello presso cui il figlio risiede prevalentemente e che in concreto si fa carico della sua cura quotidiana, ha diritto a ricevere il 100% dell’assegno unico.
Questo orientamento si accorda con la Circolare INPS n. 23/2022, che consente l’erogazione integrale dell’assegno al genitore collocatario, semplificando le procedure e assicurando al minore un sostegno economico più efficace.
Tale impostazione valorizza la responsabilità diretta del genitore presso cui risiedono i figli nella gestione della vita degli stessi e garantisce una maggiore certezza nella gestione economica nei casi di separazione e divorzio, promuovendo il principio del miglior interesse dei figli come criterio guida.
Questa evoluzione normativa e giurisprudenziale rappresenta un passo significativo verso una tutela economica più adeguata e una semplificazione gestionale per le famiglie coinvolte.
